Riti, celebrazioni, tradizioni, accompagnano l'incalzare delle ore.
Ci siamo appropriati della festa di Halloween, che per tradizione non ci appartiene, ma che ci piace.
Perché Festeggiare Halloween?
Perché abbiamo paura della morte.
Così possiamo riderci su.
Possiamo giocare senza sentirci blasfemi.
Non abbiamo paura di infrangere il grande tabù del dopo.
Si va al cimitero.
Si portano i fiori. Colorati.
Si guardano le foto delle lapidi, madri, padri, figli, nonni, bisnonni, trisavoli, zii, cugini, amici.
Tutti li a ricordarci la nostra precarietà.
Resto colpita dalle foto sulle lapidi.
A parte le tombe più vecchie, dove i volti sono seri e composti, nelle nuove sepolture vi è la tendenza ad apporre immagini gioviali, quanto meno amene.
C'è quello in spiaggia con il cane, la naturista che raccoglie fiori, l'amante della montagna. il giovane belloccio e allegro (forse ritratto ad una festa).
Neghiamo la tristezza e il dolore dell'addio.
Non si è mai felici quando si lascia la vita.
Nemmeno chi la lascia dopo infinite sofferenze lo fa a cuor leggero.
Certo esiste,( io e la mia famiglia lo sappiamo) la possibilità di arrivare al termine della propria esistenza terrena, avendo il tempo di risolvere l'irrisolto che pesa sul nostro cuore.
Ma il dolore dell'addio rimane.
E allora festeggiamo la nostra capacità di ricordare chi non c'è più, in ogni giorno della nostra vita.
Forse la forza della vita è tutta li, nei ricordi di chi rimane.
Giochiamo questa sera alla danza delle streghe, ridiamo con i nostri figli degli scheletri sbilenchi e degli occhi luminosi delle zucche, ma insegnamogli a rispettare la vita, rispettando e celebrando il ricordo di chi è passato oltre il velo.

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